Sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione: ecco i consigli del biologo nutrizionista

La parola al biologo nutrizionista

Dott. Andrea Mana

Hai una diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico e ti hanno consigliato di seguire un’adeguata alimentazione per ovaio policistico? Hai letto che vi è una forte correlazione tra alimentazione e ovaio policistico e vuoi scoprire di cosa si tratta? Ti piacerebbe avere qualche consiglio sull’alimentazione per ovaio policistico da poter adottare nella tua vita quotidiana? Non preoccuparti!

Prenditi cinque minuti e leggi questo articolo. Scoprirai tante informazioni per comprendere la sindrome dell’ovaio policistico e soprattutto quanto è importante curare e seguire un’adeguata alimentazione per ovaio policistico che ti permetta di gestire questa sindrome che è molto più frequente di quanto immagini.

Sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione: quale correlazione?

Prima di addentrarci nella delicata questione di quale sia l’alimentazione più adeguata per chi soffre della sindrome dell’ovaio policistico, è importante capire cos’è la sindrome dell’ovaio policistico e perché è bene per chi ne soffre, curare l’alimentazione.

Sulla sindrome dell’ovaio policistico -che peraltro colpisce all’incirca il 5-10% della popolazione femminile ed è una delle maggiori cause di infertilità- ci sono tantissime informazioni in rete che possono creare anche molta confusione su come gestire questa patologia.

Ed è per questo motivo che, in questo articolo, cercherò di fornirti un quadro chiaro che possa aiutarti a districarti in questo complesso e articolato argomento.
Per sindrome dell’ovaio policistico (PCOs) si intende una patologia complessa, prevalentemente di natura endocrina, caratterizzata dalla compresenza di diversi fattori:

  • ovaie ingrandite con presenza di micro cisti
  • disturbi ed irregolarità del ciclo mestruale
  • alterazioni metaboliche (sovrappeso, insulino- resistenza, ipertensione e dislipidemia)

In letteratura medica alcuni studiosi sono soliti inserire tra i fattori che concorrono a determinare la sindrome dell’ovaio policitico anche l’eccessiva ed anomala presenza di peli, acne o in alcuni casi rari anche di alopecia, proprio in quanto trattasi di patologia endocrina. Ad oggi è ancora sconosciuta la causa di questa patologia, tuttavia la compresenza di questi fattori porta ad ipotizzare un’eziologia multifattoriale, di carattere genetico ed ambientale.

Ma come scoprire se soffri della sindrome dell’ovaio policistico?
Innanzitutto, è importante sottoporsi ad una visita ginecologica durante la quale il medico può eseguirti un’ecografia pelvica transvaginale per verificare la presenza delle ovaie ingrandite e delle micro cisti. Con questo tipo di ecografia, il medico può studiare l’aspetto delle tue ovaie e la presenza delle cisti follicolari nonché lo spessore dell’endometrio (lo spessore della mucosa che riveste internamente l’utero).
Inoltre, generalmente la sindrome dell’ovaio policistico è accompagnata da disturbi e irregolarità del ciclo mestruale in quanto la donna che ne è affetta ha un intervallo temporale tra una mestruazione e l’altra di almeno 35 giorni e quindi in genere ha meno di 10 cicli mestruali all’anno.

Adesso proviamo a comprendere in cosa consistono le alterazioni metaboliche che, insieme a ovaie ingrandite con presenza di micro cisti e irregolarità del ciclo mestruale, concorrono a costituire la sindrome dell’ovaio policistico.
Le alterazioni metaboliche sono una questione molto complessa in quanto è stato dimostrato che le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico presentano anche insulino-resistenza. Che cosa si intende per insulino-resistenza?

L’insulina è un ormone della regolazione prodotto dal pancreas, che ha la funzione, appunto, di regolare la glicemia, abbassandola se troppo alta, a seguito dei pasti. Pasti ricchi di carboidrati faranno innalzare molto la glicemia e il pancreas produrrà più insulina per riportare la glicemia a valori basali (60-100mg/dl).
Durante processi infiammatori o a seguito di alimentazioni sbagliate, alcuni soggetti potrebbero sviluppare un’insulina resistenza, ovvero un’alta insensibilità all’ormone. In questa fase il corpo compensa la resistenza aumentando la produzione d’insulina. Questa fase è molto critica, perché in soggetti predisposti può portare al diabete di tipo 2. Inoltre è stato dimostrato che un’elevata insulino-resistenza è correlata ad un’elevata infiammazione e ad un’alterata produzione di altri ormoni, in soggetti già predisposti, come gli ormoni legati all’ovulazione.

Nel contesto della sindrome dell’ovaio policistico, si è riscontata una maggiore produzione di androgeni da parte della teca dell’ovaio che, quindi, a sua volta, determina una disregolazione dell’LH – uno degli ormoni che regolano l’ovulazione, con conseguente crescita anomale dell’endometrio.
Inoltre un’elevata insulino-resistenza può portare ad un aumento della massa grassa e di conseguenza ad un’alterata produzione di ormoni sessuali a seguito dell’azione enzimatica dell’aromatasi che provoca, a sua volta, un’alterata produzione di estrogeni (che rimane sempre molto elevata).

A questo punto ti chiederai, quale sia la correlazione tra la sindrome dell’ovaio policistico e l’alimentazione?
Continua a leggere e scoprirai non solo quale sia questa correlazione ma anche quali sono i consigli del biologo nutrizionista per sindrome dell’ovaio politistico e alimentazione.

I consigli del biologo nutrizionista sulla sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione

Come abbiamo visto, le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico presentato una forte insulino-resistenza, il meccanismo di difesa del nostro organismo rispetto alla eccessiva produzione di insulina.

Quindi uno dei rimedi per tenere a bada la sindrome dell’ovaio policistico è risolvere l’insulino-resistenza, partendo dal prendersi cura della propria alimentazione.

Infatti il mal funzionamento della produzione di insulina, porta all’aumento della glicemia che, a sua volta, può innescare un processo infiammatorio con difficoltà nella perdita di peso e predisposizione al suo aumento.

Da qui tra le alterazioni metaboliche che concorrono a causare la sindrome dell’ovaio policistico ci sono sovrappeso, ipertensione e dislipidemia.

Se sei affetta da sindrome dell’ovaio policistico, è importante che cominci a seguire queste semplici regole:

  1. seguire un’alimentazione a basso carico glicemico
  2. fare regolare attività fisica
  3. intraprendere un percorso nutrizionale con un professionista

I consigli del biologo nutrizionista sulla sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione

È importante evitare di mangiare cibi che ti facciano aumentare la glicemia. Quali sono questi alimenti? Gli alimenti che ti innalzano la glicemia sono tendenzialmente:

  • cibi confezionati come merendine, snack dolci e salati, fette biscottate e biscotti, frittelle, patatine ed altri alimenti fritti o ricchi in grassi come focacce che contribuiscono all’insorgenza dell’insulino-resistenza
  • farine di ogni tipo, fatta eccezione per quella di cocco e di mandorle (ideali per fare dolci a basso carico glicemico)
  • zuccheri (classico zucchero bianco e di canna, miele, marmellate etc…).

Oltre a questi cibi, ti consiglio di evitare di bere:

  • bevande troppo zuccherine, anche se riportano al dicitura “senza zuccheri aggiunti”, in quanto sono già ricchi di zuccheri
  • bere alcolici e superalcolici in quanto favoriscono l’aumento del peso ponderale.

#1 - Fare regolare attività fisica

Se sei affetta da sindrome dell’ovaio policistico è bene che cominci anche a modificare alcune abitudini comportamentali, tipiche di chi vive una vita sedentaria, prediligendo una regolare attività fisica.
In questi casi, è preferibile farsi seguire da un professionista dello sport che possa aiutarti ad intraprendere un percorso graduale che ti accompagni a svolgere attività fisica preferibilmente di tipo aerobico in quanto migliora la risposta dei tessuti all’insulina.

Ad ogni modo, è necessario ed opportuno rendere la tua vita quotidiana più attiva sotto l’aspetto dello svolgimento di attività fisica, abbandonando, appunto, uno stile sedentario per optare verso uno più dinamico, scegliendo ad esempio di:

  • andare a lavoro a piedi o in bicicletta
  • evitare l’uso dell’ascensore
  • salire le scale a piedi

#2 - Intraprendere un percorso nutrizionale con un professionista

Tra gli ulteriori importanti accorgimenti che potresti considerare se ti hanno diagnosticato la sindrome dell’ovaio policistico è quella di rivolgerti ad un professionista della nutrizione come un biologo nutrizionista che possa seguirti in questo percorso di dimagrimento o di controllo dell’insulino-resistenza o più semplicemente di corretta educazione alimentare.

Come hai avuto modo di comprendere, infatti, sindrome dell’ovaio policistico e alimentazione sono fortemente correlati in quanto hanno come comune denominatore una situazione di alterazione metabolica che può essere gestita intraprendendo un percorso nutrizionale personalizzato e adatto al tuo stato di salute.

In questi casi, sottoporsi ad una visita dal biologo nutrizionista che possa analizzare il tuo stato di salute complessivo, effettuare un’anamnesi approfondita che tenga conto anche delle tue abitudini alimentari e del tuo stile di vita può essere di fondamentale importanza nella gestione della tua sindrome dell’ovaio policistico.

Infatti, con un percorso nutrizionale adattato alle tue esigenze e alla tua particolare situazione, potrai cominciare a tenere a bada i valori ematologici legati all’assetto metabolico in modo che, la tua insulino-resistenza – fattore correlato all’insorgenza della sindrome dell’ovaio policisitco- eventualmente accompagnata da sovrappeso, ipertensione o dislipidemia, possa essere contrastata.

Sappi che ci sono diversi strumenti e regimi alimentari che possono contrastare la resistenza insulinica e aiutarti a contenere la tua sindrome dell’ovaio policistico. Se sei interessato ad avere maggiori informazioni i vuoi fissare un appuntamento per una visita, compila il form qui sotto.